Luigi Bonavoglia
Torino 1970-1976: CSELT la crescita
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Sotto la direzione di Luigi Bonavoglia lo CSELT conobbe un rapido sviluppo che ne fece in breve tempo una delle punte di diamante della ricerca tecnico-scientifica in Italia. La sua prima preoccupazione fu quella di reclutare e formare giovani ricercatori non solo nel campo elettrotecnico come era fino allora, ma anche in quello matematico-fisico-informatico. E i risultati di questa scelta lungimirante si videro sin dai primi anni.
In particolare, convinto che era necessario cercare mezzi trasmissivi più efficienti e meno soggetti ai disturbi del tradizionale cavo di rame, promosse la sperimentazione nel campo della trasmissione ottica (laser). Quando nel 1970 ebbe notizia che negli USA la Corning Glass Works aveva realizzato un cavo in fibra di vetro con attenuazione inferiore ai 20 dB/km comprese immediatamente la portata di quell'evento e inviò una nota al responsabile del Gruppo Laser invitandolo ad approfondire le prospettive che si aprivano.
La ricerca nel campo delle fibre ottiche si sviluppò rapidamente allo CSELT e con felice intuizione si rivolse subito alle fibre monomodali che sarebbero poi divenute quelle usate per i collegamenti più impegnativi; e già nel 1971-72 lo CSELT fu in grado si sperimentare la trasmissione su fibra ottica; nel 1973 ci fu un accordo tra CSELT, Pirelli e Corning per studiare e sperimentare le comunicazioni in fibra. Luigi Bonavoglia fu poi l'ispiratore della nascita di una fabbrica di fibre ottiche italiana la FOS di Battipaglia, realizzata da Pirelli e Sirti, caso raro in Italia di industria dedicata alle tecnologie d'avanguardia. Anche la scelta del nome FOS, acronimo per Fibre Ottiche Sud, ma al tempo stesso parola greca Φως = luce, sembra sia stata sua.
Un'altra importante direzione di ricerca fu nel campo della commutazione numerica. La vecchia tecnica di commutazione con disco decadico sugli apparecchi telefonici e commutazione elettromeccanica nel centralino appariva ormai inadeguata mentre lo sviluppo dell'informatica rendeva possibile la commutazione numerica ossia comandata da un computer; già negli anni '60 negli USA si era sperimentata una tecnica semielettronica che faceva uso del computer. Lo CSELT avviò la ricerca anche in questo campo e la realizzazione più notevole fu quella dei cosiddetti Gruppi speciali di Mestre (tra il 1971 e 1973) che costituirono di fatto la prima centrale a commutazione integralmente numerica realizzata in Italia e una delle prime in Europa. Sua fu a questo proposito l'idea di strutturare il progetto in modo da inserirvi molte tecnologie emergenti in modo che quell'esperimento avesse ricadute positive anche per la ricerca in CSELT, oltre che per la nascita della commutazione numerica in ambito SIP.
In quegli anni allo CSELT nacque anche la sperimentazione nel campo della sintesi e del riconoscimento vocale; è del 1974-75 il MUSA primo sistema di voce artificiale realizzato in Italia.
Per concludere questa pagina la cosa migliore è anche in questo caso riportare le parole pronunciate da Luigi Bonavoglia il 13 gennaio 1995 per il trentennale dello CSELT (*).
È stata una vera sfida; per definirla basta pensare che per 8-9 anni la forza numerica è cresciuta di circa 45 unità ogni anno; inoltre la costituzione del corpo dei ricercatori dovette spostarsi da una maggioranza di ingegneri e periti elettrotecnici ed elettronici verso un complesso in cui prendevano sempre più peso laureati o periti in informatica, fisica, chimica, matematica ... e così via.
Per me resta sempre un fatto quasi misterioso come, partendo da circa 130 persone nel 1967, lo CSELT sia riuscito in questo compito di formare i giovani (e diversi ci venivano portati via da altre società, appena formati) ed insieme a svolgere lavori di grande importanza come lo studio del 1968 per COMSAT sul TDMA via satellite con assegnazione a domanda dei circuiti, la realizzazione del primo Gruppo speciale di commutazione con stadi numerici entrato in servizio sperimentale nel 1972-1973, le prime esperienze di trasmissione su fibre nel 1971-1972, la fabbricazione di fibre a bassa attenuazione nel 1976, le campagne di misura della copertura radio per collegamenti con mobili dal 1966 in poi, fino agli studi per il sistema Radio Telefono Mobile Italiano (RTMI) del 1973, ecc..
Penso che buona parte del merito di questo sviluppo sia dovuto, oltre che alla abnegazione ed all'entusiasmo delle persone coinvolte, all'ottima formazione scientifica di base, ad ampio spettro, che le facoltà tecniche delle Università e le Scuole Superiori italiane davano e danno ancor oggi ai loro allievi. Spesso questo fatto è sottovalutato da noi, come del resto facciamo per tante buone cose nostre.

Luigi Bonavoglia lasciò lo CSELT nel 1976 per andare a dirigere la neonata scuola superiore G. Reiss Romoli all'Aquila, ma mantenne comunque per più di vent'anni un forte legame con lo CSELT; ne fu Presidente dal 1976 al 1980 e Presidente del comitato tecnico fino al 1998.


Fonti e collegamenti

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  • CSELT, XVII incontro con le consociate (CSELT trent'anni), CSELT Torino, 1995
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